La Scuola

La Scuola “Ascoltando I Bambini” è ubicata a Massa di Somma, un paesino della provincia di Napoli, caratterizzato dalla presenza del vulcano che rende questo luogo pieno di fascino e internazionale. Protagonista del paesaggio è il Vesuvio, che ha attirato sin dal passato, sul nostro territorio, poeti, pittori, scrittori, e artisti di vario genere, tanto che i nostri alunni vengono vezzeggiati col nome di “Vesuviani”. I paesi limitrofi sono: San Sebastiano al Vesuvio, Cercola, Volla, Pollena Trocchia, Ercolano e Sant’Anastasia. Massa di Somma è alle porte di una grande metropoli, Napoli. Dista dal capoluogo circa 20 km ed è ben collegata ad essa tramite un’autostrada, motivo per il quale dalla città e dai paesi vicini si ha avuto un piccolo flusso migratorio. È cresciuta quindi disordinatamente, sperimentando così, la perdita della propria identità di paese e quindi, la trasformazione in città – dormitorio, tipica dei paesi periferici, facilmente collegabili alle grandi città. Il non – luogo nel quale si era tramutata ha previsto, poi, da parte delle agenzie educative presenti sul territorio il faticoso compito di ricercare un diverso e più complesso profilo identitario. Determinante è, dunque, il ruolo che la scuola ha svolto e svolge tutt’ora, nella creazione di una comunità sociale nella consapevolezza quindi, di essere cittadini e di appartenere alla stessa comunità. Nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori lavorano, motivo per cui la struttura sociale è molto eterogenea, e prevale quella appartenente al settore terziario o, a nuove figure professionali emergenti.

Ciò ha determinato la necessità di creare un modello di scuola a tempo pieno, a ricercare e, a sperimentare nuove e moderne metodologie, e, a organizzare attività didattiche ed extra – didattiche che, offrono risposte efficaci e che consentono a tutti gli alunni di completare con successo il percorso formativo.

La scuola vive su un territorio caratterizzato dalla presenza di casali riurbanizzati in seguito all’eruzione vulcanica del 1944. Questo rappresenta l’immagine stessa dell’intenzionalità del team “Ascoltando i bambini e i ragazzi”. Topologicamente, infatti, si presenta con alcuni insediamenti antichi situati nel centro storico che rappresentano quindi il passato del paese dove andare a cercare le proprie radici, un centro residenziale in via di sviluppo dove scrivere il presente e una zona in via di espansione dove si svilupperanno le case del domani e dove scegliere il futuro.

La scuola “Ascoltando I Bambini” e i ragazzi, che opera sul territorio Vesuviano da circa trent’anni, nelle varie occasioni a lei proposte, oltre a cogliere un momento cognitivo, tenta anche di convogliare i cento linguaggi e le altrettante intelligenze al di là della pura e semplice attività didattica, proponendo così un’occasione di scambio e un momento di socializzazione. Il nostro impegno si colloca nell’orizzonte di favorire la crescita, sia culturale che artistica e sportiva, ma, soprattutto, umana dei giovani partecipanti, proponendo un metodo educativo che accrediti il valore della persona, trasmesso nella bellezza dell’incontro quale mezzo per scoprire gli innumerevoli talenti che ciascuno di noi ha nella condivisione di diverse e svariate esperienze.

Un percorso in cui ognuno di noi può scoprirsi il protagonista attivo nella costruzione di un bene che superi l’individualismo eccentrico e si apra ad una consapevolezza comune che vada oltre la riduttiva logica economico- utilitaristica, in questo modo i bambini impareranno che si può essere semplici gocce d’acqua agitate dal vento se, il nostro impegno è ispirato ai deliri della competitività distruttiva o, immensi oceani se ispirati alla collaboratività sociale.

“Sul cucuzzolo della montagna c’è una scuola… si trova in campagna, lì si cresce in allegria e si studia in armonia”.

L’edificio della scuola, nel suo complesso, ha un’architettura articolata su più livelli e su più edifici, considerata come risorsa che consente più spazio alla creatività, necessaria tra l’altro per poter portare avanti quel modello College al quale tanto ambisce e che si esprime, prima di tutto, nella stessa struttura architettonica e che, permetterà, ai suoi bambini e ai suoi ragazzi di frequentare una scuola al passo con i tempi e allineata con i modelli della scuola europea. Al piano terra, al quale si può accedere tramite due cancelli e un grande giardino, è situato l’ingresso principale per l’accoglienza dei genitori e degli alunni con la segreteria, le aule della sezione primavera (2 anni) e della scuola dell’infanzia (3 anni, 4 anni, 5 anni), i bagni dei piccoli con apposita zona destinata al cambio, due spogliatoi per la palestra, una sala mensa dotata di ascensore passavivande collegato direttamente con la cucina, il bagno per i diversamente abili, un’aula laboratorio e una sala medica. Lo spazio giardino, al piano terra, è principalmente dedicato alla scuola dei piccoli. Vi sono aree vuote con elementi non strutturati per poter essere inventori e creatori dei propri giochi. Aree per lo sviluppo dell’attività motoria attrezzate con arrampicate, scale, scivoli, altalene, trapezi, dondoli per qualsiasi movimento oscillante tanto gradito ai nostri piccolissimi allievi; ed aree per il contatto con la terra per scoprire Gea ed i suoi figli allestendo un orto dove imparare i cicli della vita.

Al primo piano, si trova la segreteria della scuola primaria, le aule, la sala mensa, la cucina, la terrazza esterna/ campo sportivo a livello, e un’aula laboratorio. Anche qui, un grande spazio, è lasciato alla terra per lo sviluppo di un’area agricola.

Al secondo piano infine trovano posto le tre classi della scuola secondaria di I°grado, due classi di scuola primaria, i relativi  bagni/ spogliatoi, nonché due grandi terrazze attrezzate con giochi antichi per poter così, anche nella fase ludica, ricordare il passato, ovvero: la settimana, la scacchiera, il gioco dell’oca, il gioco delle pulci… ad un piano ancora superiore ma staccato dall’edificio principale vi è poi una grande palestra sportiva coperta, attrezzata per giochi acrobatici e per attività di psicomotricità, attraverso i quali scoprire il proprio corpo e le infinite possibilità di posizionarlo nello spazio. In piena sicurezza, infatti, i piccolissimi volteggiano su trampolini elastici protetti da grandi materassoni dove potersi tuffare liberamente, dondolano su trapezi dove potersi sentire uccellini in volo e avvolti nelle  amache si rilassano come piccoli bruchi chiusi nei bozzoli, pronti a trasformarsi in leggiadre farfalle. La palestra poi è usata dai ragazzi della scuola durante le ore scolastiche per quello sviluppo del corpo sano che conduce poi alla conquista di una mente sana, attraverso la leale competizione sportiva. Lo spazio sportivo, che occupa una superficie di 500 mq è dedicato in particolare a tre grandi discipline, il MINIBASKET, la GINNASTICA ARTISTICA, specialità in cui gli alunni della scuola riportano notevoli successi a livello provinciale, regionale e nazionale; la SCHERMA, sport in cui gli alunni under 14 della scuola hanno condotto la nostra ad essere la 1° società d’Italia, mentre tra i più grandi molti sono i Campioni italiani, mondiali e tra i titoli della scherma c’è anche una medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra. L’edificio che ospita la palestra è circondato da un’area verde/orto, da un’area attrezzata a giochi sportivi e da due grandi terrazzamenti tenuti a prato all’interno della scuola. L’area verde crea un secondo ORTO dove gli alunni più grandi sperimentano l’agricoltura e le produzioni legate al ciclo naturale degli alimenti (tempo cronologico della semina e della raccolta). L’area sportiva invece è usata in varie occasioni: per la preparazione atletica, per competizioni sportive, mentre le zone terrazzate vengono utilizzate per l’ascolto di storie e per i momenti di lettura libera. 

La scuola “Ascoltando I Bambini” e i ragazzi… dopo un’attenta analisi dei bisogni, propone sul territorio vesuviano il primo college in stile europeo; la vita dei bambini non è, quindi organizzata come in tutte le scuole solo sulle attività didattiche, ma rompendo un ormai antico modello di apprendimento ha realizzato una nuova realtà. I bambini lavorano rispettando il programma ministeriale conseguendo ottimi profitti didattici attraverso un metodo moderno dove il corpo diventa il primo strumento per appropriarsi degli apprendimenti. Una scuola attiva che monta e smonta i villaggi delle parole per imparare e comprendere i difficili costrutti grammaticali. La storia è appresa attraverso la drammatizzazione dal BIG – BANG ai giorni nostri, toccando le fondamentali tappe dell’evoluzione, della terra e degli uomini che l’hanno popolata. Attraverso la vita, gli amori, le debolezze dei più importanti personaggi storici, si approfondiscono alcuni periodi e alcune scoperte grazie alle quali l’uomo è diventato il soggetto principale di questo affascinante pianeta. Munari e Bortolato aiutano i bambini nella comprensione dell’intricato percorso logico, e mettono in contatto gli stessi con la Madre Terra, nostra prima insegnante anche in quella che sembra la più ostica delle discipline, la matematica. Alcune delle nostre discipline sono state computerizzate, attraverso un moderno sistema di portali che permettono ai ragazzi la migliore sistematizzazione dei saperi, fruibile direttamente dalle loro classi. Tutto ciò grazie anche all’utilizzo di lavagne multimediali che completano il corredo didattico educativo di strumenti tecnologici a disposizione di tutti gli alunni e delle insegnanti che sono state formate per un uso corretto di esse. La lingua inglese è seguita esclusivamente da madre-lingua e monitorata da un British Institute che ogni anno attesta con una prova di esame i risultati raggiunti. Inoltre, un corso di teatro rende le ore di lingua straniera più accattivanti ed entusiasmanti. Gli alunni grazie ad una performance, ogni anno mettono in scena uno spettacolo migliorando così la comunicazione in lingua straniera. Lo spagnolo invece ci ha riportato ai caldi personaggi neolatini come Don Chisciotte e Sancho Panza e, catturandoci con il suo morbido linguaggio, ogni anno ci accompagna alla scoperta dell’Istituto Cervantes di Napoli, dove i bambini si esibiscono in uno spettacolo in lingua spagnola. Le classi sono formate secondo un modello classico, per fasce d’età, e tale rimane sul piano didattico il modello organizzativo. Durante la giornata scolastica, però, le classi vengono divise sulla base degli interessi e delle abilità comuni; così emergono per esempio le classi di musica suddivise in: classi di flauto traverso e dolce, di violino e violoncello, di chitarra, di pianoforte, di tastiera, di percussioni. Non possono in alcun modo mancare le attività sportive, abbiamo squadre di spada, di sciabola, ginnastica e artistica, trampolino elastico e minibasket. Ogni anno, la squadra degli schermidori dell’associazione sportiva CHAMP, tutti di provenienza “Ascoltando I Bambini” e allenati dai pluri – olimpionici: Gigi Tarantino, Leonardo Caserta, Gaspare Faugiana, partecipa ai campionati italiani ed annovera successi nazionali, internazionali ed olimpionici.

La nostra scuola, per evitare di far sentire i ragazzi arroccati su un’oasi, in una realtà sicuramente magnifica ma isolante, partecipa anche a varie iniziative con un progetto di scuola itinerante, e, così, attraverso prove autentiche, va a scoprire le radici dell’occidente nei campi Flegrei, mescolando mito e realtà, mette in scena uno spettacolo su Cuma e la Sibilla, va poi a scoprire i nostri antenati: i Romani, percorrendo le loro tracce sui nostri territori di Ercolano e Pompei, e concluderà poi il percorso con una cena romana in costume. Il tutto in collaborazione con esperti come archeologici, naturalistici, storici. Insieme a varie librerie della zona la scuola mette in scena nella biblioteca di Villa Bruno e della Libreria Feltrinelli le quattro favole musicali: “Il Flauto Magico, La Piccola Musica Notturna, Il Barbiere di Siviglia, Lo Schiaccianoci, accompagnate dall’orchestra della scuola “Bollicine di Musica”.

Durante l’anno sono previsti dei weekend per scoprire i segreti ed i miti che si celano dietro le stelle e le costellazioni guidate da maestri del cielo. Tutti insieme, allora, aspettiamo la notte stesi nei nostri sacchi a pelo, assistiamo così ad uno spettacolo da mozzare il fiato: il cielo guardato dalla nostra scuola imparando ad amare intensamente la natura che generosamente ci dona la nostra Madre Terra.

Nel proporvi i nostri progetti, la scuola “Ascoltando i Bambini e i Ragazzi” cerca di modificare le modalità abituali attraverso le quali normalmente si svolge l’apprendimento ricercando una nuova proposta più operativa e pratica di approcciarsi alla conoscenza.

La moderna scuola, infatti, almeno nelle sue intenzionalità ha cambiato il modo di guardare la crescita dei nostri bambini e dei nostri ragazzi. In passato una buona scuola era quella che insegnava molti contenuti disciplinari, oggi, secondo le nuove indicazioni, i ragazzi, devono SAPERE DI SAPERE, SAPER ESSERE e SAPER FARE. La nostra istituzione scolastica vuole aggiungere ai tre già sperimentati saperi dell’anno passato, un quarto orientamento che la distingue e la identifica meglio: FARE IMPRESA, anzi, intraprendere ardue imprese sarà la nuova parola, come previsto anche dalle linee educative e didattiche dell’Unione Europea attraverso una competenza chiave: “spirito di iniziativa e imprenditorialità”. Ai bambini e ai ragazzi viene proposta una scuola itinerante, ci immaginiamo che una scuola non viva arroccata, chiusa, e isolata esclusivamente nello spazio didattico ma che sia un neurone pulsante da cui, come raggi attivi, i ragazzi si muovano verso altre agenzie educative e, tornando alla centralità portino dentro di loro la consapevolezza dell’enorme ricchezza culturale esistente sul proprio territorio regionale e nazionale. Attraverso tale modo di fare gli alunni impareranno che le occasioni di apprendimento e di educazione si trovano oltre che a scuola, in ogni angolo di strada e che, l’esperienza rimarrà irretita nel nostro cognitivo e nella nostra emozione, solo se, come Pollicino, saranno loro, i ragazzi a scegliere la strada da percorrere. E così, camminando sui sassi bianchi, illuminati dal sole, impareranno, attraverso un percorso attivo, allegro ed emozionante. Vogliamo infatti che i bambini pensino alla scuola come un grande laboratorio di pensiero e di emozione, anzi una tanica di pensieri nelle mani di una pluralità di educatori di eccellenza. Le varie intelligenze lavorative sono tutte personalità accreditate con titoli di merito cosicché i ragazzi possano avere le migliori opportunità di crescita. In questo modo si intende arricchire il menù proposto ai bambini ampliando “la pappa della mente e del cuore” e favorendo così’, il passaggio da “Homo Faber a Homo Emotivus”.

Attraverso una serie di progetti come uscite didattiche a sfondo antropologico, incontri con il Teatro, con la Chiesa, e altre agenzie culturali e spirituali sul territorio, con il Conservatorio, con i centri sportivi, con le librerie nonché con la frequentazione dei siti archeologici e museali, la scuola “Ascoltando I Bambini e i ragazzi” intende mettere in pratica ciò che rappresenta la trama principale della moderna scuola. La scuola “Ascoltando i bambini e i ragazzi” rappresenta un punto di riferimento anche culturale, specialmente per quei cittadini che sentono l’esigenza di riconoscersi in un’istituzione al passo con i tempi ma che possa contemporaneamente supplire ai bisogni di quegli alunni per i quali l’extra-scuola sostituisce anche le difficoltà organizzative da parte delle famiglie. Dai continui colloqui con i genitori dei nostri alunni è emerso che la maggior parte di essi considera l’istruzione scolastica di fondamentale importanza sia per la crescita culturale che per quella personale dei propri figli, accettando di buon grado che la scuola si ponga come centro aggregante, promotore di attività formative, educative, sportive, artistiche e ricreative. Le famiglie sono consapevoli dei bisogni educativi dei propri figli, poiché le loro aspettative nei confronti della scuola sono di un’offerta formativa ricca e varia, in grado di garantire lo sviluppo di personalità piene, responsabili e critiche proprie di un uomo del e per il futuro. Inoltre, si è evidenziato anche un urgente bisogno di un mutuo soccorso tra la scuola e la famiglia e, una forte richiesta di formazione genitoriale, un patto quindi di alleanza e corresponsabilità nonché di comuni intenti e di visioni condivise sull’Etica della vita.  Le chiare e indiscutibili regole a cui facevano riferimento le famiglie e i genitori del passato, oggi non sono più tali dati i continui cambiamenti a cui è sottoposto il contesto sociale e questo, inevitabilmente comporta nuove problematiche generazionali, delle quali la società tutta non ha alcuna esperienza risolutiva e, in cui i genitori si dibattono da soli con i loro figli: la tecnologia, l’affabulante e invadente mondo dei social network, l’alimentazione. Le regole sociali, l’anticipazione della maturità sessuale, l’estetica esasperata, la depressione giovanile…

In tale ottica, la nostra scuola si impegna a svolgere, sul territorio dove opera, una funzione oltre che scolastica e quindi didattico-educativa, anche sociale e affettiva, di preminente importanza a sostegno generale delle problematiche sopra elencate. La scuola, infatti, attraverso anche il progetto College, si impegnerà attivamente a supporto delle famiglie, ed in particolare delle donne, affiancandole costantemente nel ruolo di educatori e formatori. Le statistiche dicono che oltre il novanta per cento delle donne non è più “solo” mamma, ma lavora continuamente dalle otto del mattino alle sedici circa, oltre al tempo che occorre per i vari spostamenti, ciò significa che nella particolare fascia oraria che va dalle 14.00 alle 17.00 circa (orario in cui la scuola statale generalmente chiude) in casa spesso non c’è nessun adulto. Dunque, che senso ha obbligare un bambino e, ancor più pericoloso, un adolescente a tornare a casa alle due? Di qui il fine principale del progetto College che prevede un tempo scolastico lungo, sia in VERTICALE, nell’arco della giornata, sia in ORIZZONTALE, nel tempo di crescita e di formazione primaria che va da 0 a 13 anni circa, affinché i bambini e i ragazzi vengano accolti in un luogo educativo e da persone competenti, piuttosto che lasciarli a casa soli o in compagnia di presenze virtuali. In questo “tempo lungo” la scuola riesce ad esaurire ogni attività, da quelle cognitive a quelle artistiche, ricreative, sportive, musicali, linguistiche e sociali, senza il bisogno di demandare alle famiglie il compito di organizzare le attività extra scolastiche per i propri figli e limitando un’inutile dispersione di tempo prezioso, da investire come potenziamento del talento personale, ma, più di tutto, i ragazzi saranno indirizzati alle loro scelte da una regia di pedagogisti che, conoscendoli  profondamente sin dall’ infanzia, sapranno guidarli valorizzando le peculiarità, l’originalità e i talenti di ciascuno, sperando così, di poter essere quello spazio di riferimento sociale dove i futuri uomini possano crescere sani, forti, educati, socievoli, liberi e, più di tutto, felici uno spazio, dove, come diceva la grande Montessori, i bambini abbiano insegnanti che per guardare dalla finestra preferiscono piegare la scienza, piuttosto che costringere i piccoli ad alzarsi sulle punte dei piedi.

La scuola, quindi, accende i riflettori sui seguenti bisogni degli alunni:

Alfabetizzazione emotiva

Alfabetizzazione culturale

Convivenza democratica

Uguaglianza di opportunità

Diritto allo studio

Diritto al gioco

Continuità verticale e orizzontale

 

Alfabetizzazione emotiva

Un altro punto fortemente in discussione all’interno della vita scolastica è il gusto del divertirsi, del sognare, del creare, dell’amare e del manifestare le proprie sofferenze. Tutti questi verbi non consentono l’uso dell’imperativo: Divertiti! Ama! Sogna! Crea! Ridi! Ma hanno bisogno, per potersi concretizzare, di luoghi organizzati e accoglienti, dove la propria dimensione creativa ed affettiva venga accolta, stimolata, attività e mai ridicolizzata.

Ecco perché uno spazio emotivo…

Per dare più credito ai bambini e ai ragazzi, perché bisogna sempre essere pronti a discutere con loro, tenere conto delle loro teorie e ascoltarli. I bambini e i ragazzi hanno, a differenza degli adulti, a disposizione una vasta tastiera per comunicare i loro cento linguaggi. Non sempre però, l’adulto, è in grado di decodificarli, accoglierli, sperimentarli e comprenderli. I grandi spesso dimenticano quanto è doloroso crescere emotivamente e come è difficile raggiungere gli equilibri del sé. Nasce spontanea la domanda; all’interno del nostro corpo, dove si trova la centrale operativa delle emozioni, dove sono collocati tutti i nostri sentimenti? In realtà, noi pensiamo che questi non abbiano una collazione precisa e fissa, ma che circolano nel nostro corpo in un fluire continuo e si manifestano di volta in volta secondo il nostro stato emozionale. Se tutto va bene, si muovono e si esprimono in modo armonico e liberamente, se, invece, qualcosa disturba le nostre emozioni, i sentimenti si bloccano in qualche luogo del nostro corpo, procurando i famosi “mal di testa, mal di pancia, mal di stomaco, soffocando insomma i nostri respiri” e dando origine così ad alcuni comportamenti apparentemente negativi, che spesso definiamo banalmente “capricci”, al contrario, in psicologia vengono definiti sintomi e sono legati ad una difficoltà di crescita emotiva. Il sintomo, che, infondo è una reazione di disagio, non sempre viene valorizzato dai genitori e dagli insegnanti e questo contribuisce ad impoverire il nostro potenziale di conoscenza della personalità emotiva del bambino, perché ci priva della possibilità di decodificazione di un codice che ognuno di noi può, più o meno, inconsapevolmente, utilizzare nella propria vita quotidiana, frapponendola fra sé e la realtà esterna. Tutto ciò in via definitiva ci porta a capire che l’apprendimento, ossia la VITA COGNITIVA, è in stretta relazione con la vita emotiva, nonché con la vita sociale e fisica delle piccole persone che ogni adulto prende in consegna e, che per poter condurre ad una crescita armoniosa, bisogna tenere  bene a mente le tre sfere sopra descritte, facendo sperimentare ai ragazzi: l’attenzione, l’amore, l’accoglienza e il rispetto che gli adulti sono capaci di operare per i piccoli e per le loro ferite. Questo, senza dubbio, contribuirà ad avere una formazione tale da consentire una ricaduta sulle persone o sui bambini che incontreranno nella loro vita adulta. L’intenzionalità di questo tipo di alfabetizzazione è quella di contribuire a creare uno spazio di prevenzione che aiuti il riconoscimento del disagio emotivo, restituendo così ai ragazzi ASCOLTO E RISPETTO, e solo ASCOLTANDOLI, che si opererà una rivalutazione dell’identità emotiva delle future donne e dei futuri uomini che gli vengono affidati, proponendo una trasformazione

Progetti Primavera

Progetti Infanzia

Progetti Primaria

Progetti Secondaria di I Grado

Orari

Lunedì - Venerdì : 7:30-17:00

Dove Siamo

Via Gennaro de Filippo,49 Massa di Somma (Na)
p.iva 05683761216
Telefono Fisso: 081/5313148 081/5319214
E-Mail: info@ascoltandoibambini.it ; ascoltandoibambini1@gmail.com

Cervantes

Marisol Garcia

Tel: 3282811643